VISIONI LATERALI – L’arte irregolare tra ieri e oggi – SILVIA ARGIOLAS
VISIONI LATERALI – L’arte irregolare tra ieri e oggi

VISIONI LATERALI – L’arte irregolare tra ieri e oggi

BENASSI, CAROZZI, COVILI, GHIZZARDI, LATTUCA, NASI, ROVESTI
ARGIOLAS, BULDINI, BUELL, EL GATO CHIMNEY, FORTIN, GIOVAGNOLI, LAURINA PAPERINA

a cura di Paolo Conti, Francesca Baboni, Stefano Taddei
12 settembre – 8 novembre

Sabato 12 settembre alle ore 17.00 presso il Museo Mu.Vi di Viadana (MN), inaugura la mostra “Visioni laterali – L’arte irregolare tra ieri e oggi” a cura di Paolo Conti, direttore del Mu.Vi, Francesca Baboni e Stefano Taddei, che intende indagare il rapporto tra artisti contemporanei e le opere di naifismo del patrimonio della Fondazione un Paese di Luzzara.
L’esposizione, organizzata in collaborazione con la galleria Rizomi di Parma, e con il supporto delle gallerie D406, Martina’s gallery, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Casa Museo Pietro Ghizzardi e collezionisti privati, intende affiancare la produzione storica di artisti generalmente definiti naifs facenti parte del patrimonio della Fondazione Un Paese di Luzzara, con alcuni nomi di artisti contemporanei mid-career già riconosciuti a livello nazionale ed internazionale e due artisti più “storicizzati” di raccordo.
Si coglieranno così da un lato la visionarietà di artisti minori della storia dell’arte di cui alcune intuizioni sono sopravvissute fino ad oggi e dall’altro la persistenza di modelli laterali a quella che è l’arte contemporanea strettamente intesa.
Autori per la parte naif: Rina Nasi, Pietro Ghizzardi, Bruno Rovesti, Enrico Benassi, Rosario Lattuca, Dorino Carozzi, Gino Covili.
Per la parte contemporanea: Silvia Argiolas, Tommaso Buldini, Laurina Paperina, Buell, Laura Fortin, Gilberto Giovagnoli, El Gato Chimney.
“Può essere allora assai interessante, come in questa mostra, estrarre dalle collezioni del Museo Nazionale delle Arti Naïves di Luzzara, le opere degli autori naïfs per farsi un’idea non approssimativa di quanto abbiano vivacizzato la cultura pur restandone separati, relegati in un ghetto culturale, ignorati e fatti vegetare in una specie di terra di nessuno. Anche se in parziale parata, la Collezione del Museo permette stimolanti percorsi: un contributo alla conoscenza e al riconoscimento di un evento artistico che dovrebbe finalmente apparire in piena luce nella storia dell’arte italiana, mentre un certo tipo di cultura ufficiale ed elitaria ancora ignora un episodio tanto importante, sorto al di fuori dei rituali del sistema artistico, ma che appartiene pienamente e con ogni diritto alla cultura figurativa del nostro tempo” scrive Simone Terzi responsabile della Fondazione Un Paese.
Scrivono i curatori : “L’obbiettivo che ci si è posti è stato quello di evidenziare somiglianze e differenze,cercando di focalizzarsi su quanto è stato tramandato e quanto si è modificato nelle sensibilità individuali e nelle tematiche affrontate negli ultimi 50 anni. Immutata appare la totale negazione delle regole classiche del bel dipingere, della visione prospettica, della somiglianza realistica che vengono sostituite dall’immediatezza del gesto, dalla pulsione espressionistica, dal violento impatto visivo e dalla deformazione a volte drammatica, a volte grottesca, dei soggetti dipinti. Per entrambe le generazioni, le soluzioni formali sono geniali manifestazioni dell’istinto che trascendono la realtà ed esprimono la visione personalissima che ogni artista ha del suo mondo. (Paolo Conti, direttore Mu.Vi)
“Il filo rosso che lega entrambe le stagioni artistiche si potrebbe ritrovare proprio negli elementi di contemporaneità e nella persistenza di modelli “laterali” che non sempre possono fare riferimento ad outsider. Se difatti, partendo da alcuni nomi della collezione di naifismo della Fondazione Un Paese di Luzzara, che presenta autori anche già riconosciuti della scena irregolare, si arriva a rafforzare un’idea di contemporaneità ed a stabilire un proseguimento di percorso anche nelle giovani generazioni, si possono riscontrare caratteristiche comuni e complessita’ formali decisamente intriganti. Questo per dimostrare come alcuni cosiddetti “brut”, pur nella loro apparente ingenuità figurativa e a volte mancanza di studio e preparazione, abbiano in realtà elementi oltremodo in comune coi contemporanei che avvicinano le apparenti distanze.” (Francesca Baboni)
“L’arte naïf è sovente considerata arte minore, laterale. Profondamente emozionante e sensibile. Oltre la tecnica o il buon gusto. Certe tematiche affrontate unite ad uno stile sommariamente stimato basilare o straniante sono in realtà ben presenti anche nelle ricerche contemporanee. Ora poi che il patologico si affianca tranquillamente al normale tempo vissuto, in una prospettiva di essere scisso in mille rivoli, tali ricerche possono avere sempre più inusuali letture. Viene inoltre da dire che un rimando così viscerale all’umano, in congiunture in cui dal post-umano siamo agevolmente arrivati all’oltre-umano, non può che rappresentare uno scarto rispetto al presente che ci appare, falsamente, così calmo e bello solo perché controllato. Qui invece è ben presente l’incontrollabile e la perseveranza di proporre ricerche fuori dai possibili canoni del gusto. Indagini non scevre dall’alleanza tra sentimento e intelletto che fa cultura.”(Stefano Taddei)

Catalogo in mostra

VISIONI LATERALI – L’ARTE IRREGOLARE TRA IERI E OGGI
a cura di Paolo Conti, Francesca Baboni, Stefano Taddei
12 settembre – 8 novembre
Muvi Viadana
piazza Manzoni 4
Viadana

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